Racconti

Racconti di viaggio, appunti raccolti su una Moleskine, mappe tracciate su un biglietto del treno,

aneddoti, ricordi, sguardi, incontri, emozioni...

Immagini rubate alle tre di un pomeriggio assolato seduto sotto a un ficus bengalensis: 

le troppe cose dell'India che ho racchiuso nei miei libri sul Subcontinente.

IL VIAGGIO

Non si viaggia in India per visitare monumenti, musei, templi o palazzi. Non si viaggia in India per attraversare paesaggi. Almeno non soltanto. In India si viaggia per conoscere mondi interiori: nelle paludi della mente, nei labirinti senza bussola che ci portiamo dentro. Si viaggia in India per fare un viaggio che non si vede con gli occhi ma si sente con lo stomaco e il cuore. Perché l’India non si vede: l’India si sente!


L'elefante

Sono lì, nella mia Ambassador-car gialla e nera, una specie di Fiat Millecento, e me ne vado in giro per l’India, nella calda torrida estate indiana di 45 gradi all’ombra, in questa città di quasi 20 milioni di abitanti col mio autista che doma il traffico.

Sono lì, nella mia Ambassador-car gialla e nera e mi fermo al semaforo rosso...


E' solo acqua

C’è il sole, oggi c’è il sole, il sole umido indiano. Sono per strada e vado senza meta. Compro una foglia di betel arrotolata con le spezie, giusto per masticare il caldo e per provare a scacciarlo via.

Improvvisamente il vento spazza via la luce: è come se avessero spento il sole... 


Con e contro

Negli ultimi 20 anni ho passato più tempo in India che altrove. Ho scorrazzato in lungo e in largo: dalle vette ghiacciate dell’Himalaya a nord fino a Cape Comorin,

la punta meridionale estrema dell’India. Ho incontrato guru e truffatori, tanti guru e tanti truffatori...


L'atlante

- Il mio primo viaggio?

- Avevo 5 anni. Giuro! 5 anni.

- E allora? - tu dirai - Che c’è di strano? Io a 5 anni sono andato a Palermo in aereo con i miei.

- Si, bravo! A Palermo. In aereo. Io, il mio primo viaggio, a 5 anni, l’ho fatto da solo. Da solo e su un cammello! Il cammello era piccolo, marrone e di plastica: quello del presepe. L’attraversata…sul mio Atlante Geografico DeAgostini... 


IN VIAGGIO CON I RABARI

1° giorno con i Rabari

Le quattro del mattino. Le prime luci dell’aurora mettono in agitazione gli animali e il villaggio presso cui siamo accampati. Partiamo! Salgo su un carretto trainato da un cammello, mi siedo accanto a un ragazzino e mi lascio andare nel dondolio della mia carrozza. Non so quanti chilometri percorreremo oggi, venti, trenta o quaranta, non fa differenza; non c’è tempo durante il Dang (la migrazione) se non quello scandito dal sole che si alza e tramonta e non bisogna fare altro che andare, andare dietro andare…